storie...
 
una vita senza amici é come un lungo viaggio senza osterie 
                                                               (democrito) La tua assenza mi parve, all’inizio, l’impatto del sasso lanciato nell’acqua ed è continuata come erba pestata dal piede distratto o il rumore del legno attaccato dal fuoco.
Divenuta abitudine, ora è come l’emicrania... di cui ignoro l’arrivo e la sua dipartita. Osservai con attenzione i contadini che a quell’ora erano già nei campi a lavorare il fieno per essiccarlo.Essi,al passare del treno,smettevano e cominciavano a guardarlo.Allora ricordai quando anch’io fissavo,da bambino,la locomotiva fischiare.Sembrava che la terra scivolasse sotto i miei piedi e poi mi abbandonasse. Prese le sembianze del giallo delle stelle, andammo... scordandoci i tempi 
e le distanze, che non c’erano.
Perché i corpi più belli
 in quello spazio buono, 
eravamo noi. Uccisi il gatto che, imprudente, 
attraversò la strada.
Capii così il mio stato e le sue contorsioni.
Ne intuii le urla, perse nel motore.
Lasciandolo sull’asfalto rosso, 
la distanza mise fine alla sua vita
 e al mio pensarci troppo.                                            umbi ricky e pucci lele pipps e miz La donna è fiore e gambo.
All’uomo inspirarne il profumo
o pungersi di spine. 

A ROSE IN MY HAND chiude il nostro ultimo CD, così come la tua foto chiude un  capitolo delle STORIE...dedicato a chi ha creduto e continua a credere nel duo.
Le ultime note ad uscire dal disco sono le tue, come ogni sera del resto...
 
                                            aldo                                   lele grazie a tutti. alla prosssima! foto cocco un vizio tira l’altro Isidoro ha detto: “i vizi si susseguono: appena uno scompare, arriva l’altro.
A volte i vizi piccoli servono a scansare gli altri. Ma non si sanano i vizi con altri vizi, bensì con la pratica delle virtù”.
Cesario ha detto:”i nostri vizi, ecco gli unici nostri nemici”.
                 

                 (dal LIBER SCINTILLARUM 
                   di Defensor Grammaticus) galeotto fu mionetto...
                               
C’era il Redentore a Venezia quel giorno ed eravamo fermi al tronchetto, primo pomeriggio, con una Uno bianca piena di strumenti. A breve sarebbero passati su d’una barca e noi pure. Ci saremmo piazzati davanti San Marco, tra le altre imbarcazioni stracolme di veneziani in festa. A breve avremmo suonato – solo se il tempo fosse stato clemente, e così fu! – alla fine del tour messo in piedi dai Mionetto  (una ventina di date ben pagate, tra il Triveneto e l’Austria, ad inaugurare le loro proseccherie). Blues e vino, come ogni sera. Era l’ultimo concerto, la ciliegina sulla torta, una splendida cena di pesce servita da l’Amelia per dirigenti, vip e belle signore; tutti ad attendere la mezzanotte, le bollicine, i baci e i fuochi d'artificio riflessi sull’acqua. Madrina della serata Paola Saluzzi, la presentatrice rosso fuoco. Dovevamo suonare piano mentre mangiavano; mangiare mentre sul ponte si sarebbero goduti lo spettacolo pirotecnico; poi risuonare, stavolta con maggior vigorìa, per farli ballare sottocoperta. Ci conoscemmo durante la cena,mentre scassinavamo con pinze e rampini i carapaci e le chele delle granceole lasciate sui piatti dal gentil sesso, timoroso d'ingrassare o macchiare i costosi abiti da sera.Io e Cocco ci conoscemmo seduti ad una tavola imbandita – scenario dei molti incontri che cambiarono la storia –, e cantando e suonando, naturalmente – Veneziano di Santa Marta lui, da Motta di Livenza io - città riconosciuta dalla Serenissima come “figlia primogenita della Repubblica” prima(1400) e “figlia prediletta della Repubblica” dopo(1500). Da allora siamo ospiti in svariate formazioni musicali, trovandoci così nelle situazioni più disparate. Abbiamo cavalcato l’onda del "successo" e fissato, preoccupati, il telefono muto, viaggiando, incontrando gente nuova e prendendo, svelti, il largo dalla vecchia. Abbiamo visto matrimoni e funerali, ci siamo seduti sui banchi delle chiese, pregando, e nelle sale d'attesa degli ospedali, imprecando. Abbiamo ascoltato e parlato, imparando e scrivendo nuove canzoni, tinteggiando i muri, tagliando il legno, collegando i fili colorati tra loro, potando piante e trasportando pietre. “Un uomo solo è in cattiva compagnia”, dice Paul Valéry. Credo sia anche per questo che EL DUO venne al mondo quel sabato 15 luglio del 2000 all’ombra del leone di San Marco, ricevette il battesimo venerdì 2 agosto 2002 al Don Cesar di Bibione e sabato 13 settembre 2003 nella Basilica di Aquileia la cresima.
                                                                                                                                 Davide